Disinfettare = Alcool


L' alcool, sia denaturato che etilico, è stato per molte decine di anni il Disinfettante con la D maiuscola, ma questo è uno dei grandi miti da sfatare. Il potere disinfettante dell’alcool è praticamente inesistente.

Unica cosa: è un potente sgrassante (quindi asporta il grasso che fa da terreno di coltura) e un discreto disidratante quando è ad alta gradazione (quindi toglie l’acqua che contribuisce alla crescita dei batteri ).


Occorre fare un po’ di chiarezza in merito.

Dal punto di vista biologico ma anche medico, i disinfettanti sono sostanze per la distruzione di microrganismi.

Vediamo ora come possono essere classificati:

CLASSIFICAZIONE SECONDO GLI ORGANISMI BERSAGLIO

Si tratta di una delle classificazioni più comuni ed è quella che distingue i disinfettanti a seconda degli organismi bersaglio: risultano pertanto le seguenti denominazioni:

• Battericidi (se il prodotto uccide i batteri)
• Fungicidi (se il prodotto uccide funghi,miceti)
• Virucidi (se il prodotto uccide o rende inattivi i virus polio,epatite, adenovirus)
• Sporicidi (se il prodotto uccide le spore batteriche)

Queste definizioni possono essere completate in etichetta con una serie di ulteriori precisazioni per caratteri specifici (ad esempio su quali virus o batteri sono stati testati ).

CLASSIFICAZIONE SECONDO I SUBSTRATI TRATTATI

Si tratta di una classificazione riguardo l’uso di destinazione:

• Disinfezione della pelle sana
• Disinfezione di superfici (pavimenti, pareti, contenitori)
• Disinfezione dei tessili
• Disinfezione di acqua potabile
• Disinfezione di strumenti (medicali, chirurgici)

Vediamo ora quali preparati utilizzare per le necessità di disinfezione:

Disinfezione delle mani:

Si usano nella maggior parte dei casi soluzioni acquose di composti iodati (Betadine chirurgico) o clorexidina gluconato su cute già umida frizionando per 2-3 minuti e usando uno spazzolino per la pulizia particolareggiata delle unghie. Ripetere quindi l'operazione una seconda volta dopo risciacquo. Sciacquare e asciugare con panno pulito o meglio sterile.


Disinfezione della cute:

Per iniezioni sottocutanee e intramuscolari: alcoli da soli o in soluzioni composte con basi di ammonio quaternario (alcol denaturato al 70%, citrosil alcolico, Bialcol, ecc.)

 

Per iniezioni endovenose o prelievi di sangue: alcoli in soluzioni con basi di ammonio quaternario (Citrosil alcolico, Desogen tintura, ecc.), clorexidina gluconato in soluzione alcolica.

 

Per ferite infette: si usano per lo più soluzioni acquose di composti dello iodio (Betadine soluzione), composti del cloro (Euclorina 0,5% in acqua, Amuchina 5% in acqua), clorexidina e basi di ammonio quaternario, acqua ossigenata 10 vol, mercurocromo 2% in acqua (quest'ultimo presenta però un effetto fortemente essiccante).


Disinfezione di materiale in gomma e in plastica:

Occorre lavare in acqua corrente e detergere con spazzola morbida con soluzioni acquose di basi di ammonio quaternario e clorexidina o soluzioni acquose di composti iodati indi risciacquare e lasciare immerso il materiale in recipiente coperto per 20 minuti in una delle soluzioni. La soluzione con acquosa di composti iodati è particolarmente indicata quando si sospetta la presenza di Mycobacterium tuberculosis.

Disinfezione delle mucose:

Per cateterismo vescicale: soluzioni acquose di composti dello iodio (Betadine chirurgico), composti del cloro (Euclorina 0,5%, Amuchina 5%), clorexidina e basi di ammonio quaternario.

piaghe da decubito e ulcere cutanee: Amuchina 5%, Betadine soluzione, acqua ossigenata a 10 vol

ustioni: Amuchina, Betadine soluzione, clorexidina gluconato in soluzione acquosa.

Disinfezione ambientale:

pavimenti, pareti, arredi: pulizia preliminare a umido, con scopa e/o con aspiravolvere, disinfezione con stracci o spugne imbevute in soluzioni acquose di aldeide formica al 5% ( Lisoformio ), soluzioni iodate, sali di ammonio e clorexidina. Sciacquare spesso in acqua gli stracci impiegati.

lavelli, servizi igienici: dopo accurata pulizia con polveri abrasive comuni versare nello scarico e lasciare agire disinfettanti tipo aldeide formica o sodio ipoclorito al 5%.

Occorre segnalare che il sodio ipoclorito al 10% agisce in 10 minuti sul virus HIV.


LE ALLERGIE DA NICHEL

Il Nichel è considerato responsabile del 35% delle dermatiti da contatto con presenze sia in campo professionale che non; è infatti contenuto in molti alimenti e in oggetti di uso quotidiano domestico e lavorativo.
La cute e le mucose non hanno solo funzione di barriera ma in realtà, in condizioni normali, sono in grado di adattarsi ad eventuali insulti esterni, di sviluppare un certo grado di tolleranza, di opporsi alla penetrazione di sostanze esterne e di svolgere un ruolo attivo nella risposta immunitaria. Tuttavia sostanze che permangono a lungo a contatto con la cute determinano modificazioni della barriera, rendendola così incapace di espletare le sue funzioni di difesa.

Come si diventa allergici

L'alterazione della funzione barriera crea i presupposti per una dermatite da contatto cioè una reazione infiammatoria che può interessare cute, epidermide, derma e mucose.
Si calcola che ne sia colpito il 4% della popolazione.
E' determinata dall'azione per contatto di agenti ambientali di natura chimica, chimico-fisica o biologica e può evolvere in modo acuto, subacuto e cronico.
Può instaurarsi in seguito ad un singolo o ripetuto contatto con una sostanza o per trauma meccanico oppure per un meccanismo di sensibilizzazione allergica; in questo caso si parla di dermatite allergica da contatto.
L'insorgenza di una allergia da contatto è condizionata da molti altri fattori, in particolare tutti quelli in grado di favorire la penetrazione dell'agente sensibilizzante (aptene) quali sudorazione, caldo, umidità, frizione e occlusione.
A causa loro la cute può perdere, parzialmente o totalmente, la capacità selettiva verso le molecole che tentano di attraversarla.

Il Nichel

Possiede tutte le caratteristiche dell'agente sensibilizzante ideale: buona reattività chimica, basso peso molecolare e idrofobicità e ciò ne facilita la penetrazione attraverso la cute e le mucose.
E' l'agente allergizzante più studiato tra i metalli e provoca sensibilizzazione con una frequenza elevata in correlazione anche con la sua ubiquitarietà.
La componente attiva non è la molecola, ma lo ione Nichel che si lega a proteine organiche formando complessi antigenici in grado di indurre reazione allergica. Il suo assorbimento può avvenire per via transcutanea, inalatoria, parenterale, per contatto diretto con tessuti (profondi e mucose) o per via digestiva.
Prima di presentarsi, l'allergia richiede periodi di contatto prolungati e dosi relativamente alte di allergene.
Casi di sensibilizzazione si hanno sovente a seguito di uso di orecchini per lobi forati; la microferita a contatto con il nichel presente nell'orecchio agevola l'insorgenza dell'allergia. Ciò è dimostrato dal 15 % di persone allergiche tra chi ha fori alle orecchie contro il 2% di chi porta orecchini per lobi non forati.

Le zone più colpite

Sono quelle che vanno a contatto col metallo che, a sensibilizzazione avvenuta, presentano lesioni di tipo eczematoso acuto, con eritema, edema, vescicolazione che regrediscono quando il contatto sia eliminato; invece col perdurare del contatto si instaura un quadro eczematoso persistente cioè cronico con papule, desquamazione e ragadi.

Dermatite allergica da contatto

E' una malattia su base allergica che colpisce l'epidermide e ed è classificata come ipersensibilità di tipo ritardato.
E' caratterizzata da eczema della cute che si sviluppa nel punto di contatto con una punta massima entro le 48 ore.
Tra le dermatiti allergiche da contatto il 50% è imputabile al Nichel.
Perché?
La risposta è intuitiva, il nichel è ampiamente presente in natura e moltissimi prodotti, dalla bigiotteria, alle monete, alle creme cosmetiche, lo contengono in quantità più o meno grande.
In tutto il mondo la popolazione più colpita è quella femminile (15-36%) contro una allergia sviluppata dai maschi in modo molto più contenuto (1-9%) e con una crescita sensibile nei bambini, anche in età lattante.
Sovente l'allergia è asintomatica per un lungo periodo, come è stato dimostrato da uno studio che ha registrato un 20% di bambini asintomatici che però davano reazione positiva al patch test.
Si è così rilevato che la sensibilizzazione può esistere già al sesto mese di vita, ma che il massimo viene raggiunto tra il 5° ed il 10° anno di vita.
E' importante considerare che una volta innescato il processo di sensibilizzazione dura tutta la vita, anche se può non presentarsi la dermatite.

La diffusione della sensibilizzazione al Nichel

La diffusione della sensibilizzazione può essere dovuta alla presenza di diversi accessori metallici nell'abbigliamento o nella biancheria oltre all'abitudine di indossare gioielli, bigiotteria.
Anche i cosmetici possono essere un veicolo non trascurabile di questo allergene, in particolar modo i prodotti da trucco e i detergenti.
La pratica del piercing, molto diffusa tra i giovani, incrementa il rischio di sviluppare allergie al nichel se non vengono scelti orecchini in meteriali ipoallergenici e biocompatibili.

Metabolismo del Nichel ed i suoi composti

Il Nichel è un elemento metallico di transizione di peso molecolare 58,69 di cui sono noti quattro isotopi naturali.
Può essere lavorato e forgiato ed è inerte nei confronti dell'aria, dell'acqua, degli acidi e degli alcali e di molti solventi organici.
E' il 24° elemento in ordine di abbondanza nella crosta terrestre, quindi l'uomo ne viene facilmente a contatto e oltre alla dermatite, può essere colpito da fibrosi nei polmoni, problemi cardiovascolari e renali.
L'esposizione può essere anche di natura alimentare; le acque di superficie contengono da 15 a 20 parti per bilione di nichel bivalente; alcuni alimenti ne sono particolarmente ricchi: spinaci, cacao, nocciole.
La dose media ingerita quotidianamente varia tra 25 e 300 microgrammi di cui l'organismo trattiene dal 10 al 20% creandosi quindi un serbatoio di nichel che nel tempo va incrementandosi e creando un accumulo di gran lunga superiore alle necessità dell'organismo.

Nichel e prodotti cosmetici

E' presente in quantità significative in detergenti da toilette, shampoo e bagnoschiuma (che creano minori problemi essendo prodotti da risciacquo), in latti detergenti e creme. Per questi ultimi è bene prestare una maggior attenzione essendo molto più significativo il tempo di contatto con l'epidermide e, di conseguenza, la possibilità di assorbimento.
Il maggior livello di contaminazione è raggiunto nel trucco (mascara, ombretti, matite per occhi) dove si possono riscontrare fino a più di 100 parti per milione.

I prodotti Nichel - free

Sono recentemente stati posti in commercio prodotti cosmetici privi di nichel.
Garantiscono al consumatore di evitare il contatto con il metallo e consentono di effettuare una prevenzione per chi ha la cute sensibile e soggetta ad allergie.
Questi prodotti garantiscono una presenza di nichel inferiore a 0,1 parti per milione.




 
La Piercingheria di Firenze - Via Cerretani, 18r - Tel. 055/239.84.86 - 50136 - Firenze - info@piercingheria.com - Facebook: Rossi Piercingheria Argenteria
  Site Map